Bottiglia di vino rosso doc del Molise, "Tintilia" (tintiglia)
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Eleganza e facilità di beva sono i fattori che danno alla Tintilia Molisana una grande versatilità nell'abbinamento con i cibi: la Tintilia può tranquillamente essere considerata un vino rosso da tutto pasto, che valorizza i primi piatti con sughi rossi e paste ripiene al forno così come i secondi a base di carne. La Tintilia Doc DalMolise da ottimi risultati anche con carni alla brace e formaggi stagionati.
Caratteristiche della Tintilia molisana
- Classificazione Tintilia Del Molise DOC
- Comune/Zona di produzione Colline del Basso Molise
- Uve Tintilia 100%
- Altimetria 300 metri m/slm
- Tipologia del terreno franco argilloso medio impasto
- Resa per ettaro molto bassa - 60 qli/ettaro
- Sistema di allevamento Cordone speronato basso
- Metodo di raccolta a mano
- Periodo di vendemmia terza decade di Settembre
- Maturazione vino che si presta ad essere affinato sia in legno (barrique, tonneau) che in acciaio/bottiglia, per periodi medio - lunghi, acquisendo così maggiore complessità aromatica e bevibilità. In particolare il lungo affinamento rende il vino più mor bido: i tannini tendono a perdere ruvidezza e vi è un'attenuazione dell'acidità totale
- Gradazione alcolica sempre piuttosto importante, a seconda dell'andamento climatico dell'annata, sui 14,5° in volume
- Capacità di invecchiamento 4-5 anni
- Periodo di massima espressione Dal secondo anno dalla vendemmia
Scheda organolettica del vino rosso Tintilia DOC
- Colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei
- Odore intenso, con note fruttate e speziate evidenti, di pepe e chiodi di garofano
- Sapore secco, con buona acidità e tannini in evidenza
Scheda degustazione del Vino
- Temperatura di servizio Temperatura ambiente 18°C
- Abbinamento carni grasse alla brace, cacciagione e formaggi a pasta secca
Storia della Tintilia Molisana
Anche essendo la regione più piccola d'Italia, il Molise conserva molte varietà di vitigni autoctoni, tra queste spicca senza dubbio la varietà TINTILIA. Oggi, grazie al Consorzio Dal Molise, la Tintilia viene commercializzata su larga scala e costantemente apprezzata e elogiata. Fino a qualche decennio fa, sulla sua origine e caratterizzazione morfologica e genetica c'era solo incertezza e confusione: in un primo momento infatti, era stato considerato un equivalente generico dei vitigni BOVALE GRANDE e BOVALE SARDO, in base ad un accostamento fenotipico. Alla luce invece di recenti studi effettuati sul DNA e in virtù delle fonti documentarie, si può oggi affermare che il Tintilia sia arrivato in Molise nella seconda metà del 700 sotto la dominazione spagnola dei Borboni. Deriva dunque il suo nome presumibilmente dall'etimo Tinto che in lingua iberica significa "rosso". Questa nuova varietà si acclimatò così bene, grazie alle sue notevoli doti di adattamento (il Tintilia è un vitigno rustico che resiste bene al freddo, alle malattie ed all'attacco di muffe), da diffondersi sul territorio molisano tanto rapidamente che, alla fine dell'800, era senza dubbio la varietà maggiormente coltivata in tutto il territorio del Molise e considerata necessaria nelle zone regionali più interne, dove andava ad apportare maggiore corpo e colore ai vini con poco tono e debole struttura.
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